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Se i genitori sono entrambi i detenuti. I figli sono in stato di adottabilità.

Pubblicato il 06 febbraio 2020 alle 10.15
Se entrambi i genitori sono detenuti, il figlio minore è adottabile, in quanto lo stato di abbandono di quest' ultimo non dipende da cause di forza maggiore transitorie, ma dalla condizione di carcerazione del padre e della madre. Questo è quanto precisato dalla Corte di Cassazione, Sezione Sesta Civile, Sottosezione 1, nell'ordinanza 10 gennaio 2020, n. 319 (testo in calce). La pronuncia in esame trae origine dal ricorso presentato da un padre, avverso la sentenza con cui la Corte territoriale aveva confermato la declaratoria dello stato di adottabilità del figlio dell' uomo. La Suprema Corte ha esaminato congiuntamente i motivi del ricorso. In particolare, con riferimento all'accertamento dello stato di abbandono, la Cassazione ha evidenziato che è consolidato il principio secondo cui, l' esigenza del figlio di vivere nell'ambito della propria famiglia di origine può venir meno se sussiste un grave pregiudizio per un suo equilibrato ed armonioso sviluppo, qualora la famiglia di origine non sia in grado di garantirgli la necessaria assistenza e stabilità affettiva. E' evidente che le carenze morali e materiali che integrano lo stato di abbandono del minore, non devono dipendere da cause di forza maggiore di natura transitoria, atteso che, l'adozione costituisce una misura di tipo eccezionale cui si ricorre solo se si siano dimostrate impraticabili altre soluzioni, anche di carattere assistenziale, dirette a favorire il ricongiungimento del figlio con i genitori biologici. Nel caso in esame, la condizione di abbandono del minore può essere dimostrata anche in virtù dell' esistenza dello stato di detenzione del genitore, riconducibile alla condotta criminosa dello stesso, non integrante gli estremi della causa di forza maggiore transitoria, prevista dalla L. n. 184 del 1983, art. 8, come motivo di giustificazione della mancata assistenza al figlio. Pertanto, la Cassazione ha rilevato che il giudice di merito ha applicato correttamente i summenzionati principi nella sentenza impugnata, avendo considerato lo stato di detenzione di entrambi i genitori, per reati contro il patrimonio e contro la persona, oltre che reati collegati all'uso di sostanze stupefacenti. Inoltre, contrariamente a quanto sostenuto dal ricorrente, la valutazione negativa della capacità genitoriale dello stesso è riconducibile al provvedimento di decadenza dalla responsabilità sul figlio, emanato anni prima, che il genitore non ha mai impugnato. Di conseguenza, la sussistenza dello stato di reclusione per i reati sopra indicati, nonché la decadenza dalla potestà genitoriale, giustificano pienamente la decisione negativa della Corte territoriale relativamente alla possibilità di recupero della capacità genitoriale del padre, situazione non rimediabile ricorrendo alle misure di sostegno, che, non potrebbero essere applicate in tempi brevi, sussistendo lo stato di reclusione del ricorrente, e ciò sarebbe in contrasto con l'esigenza di una sollecita definizione delle questioni collegate alla tutela del minore.

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