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Come facebook entra nella fase istruttoria delle separazioni e dei divorzi.

Pubblicato il 02 settembre 2016 alle 04.05

I social sono ormai entrati prepotentemente nella fase istruttoria delle separazioni giudiziali e dei divorzi contenziosi, in quanto spesso i coniugi scoprono e apprendono notizie rilevanti proprio attraverso le rispettive pagine facebook.

Di seguito analizzeremo un caso che ha fatto scuola in questa intricata disciplina.

IL CASO

Il caso è quello di una moglie che, avendo perduto il lavoro, dopo la separazione, a modifica delle condizioni di separazione consensuale, chiede il riconoscimento dell’assegno di mantenimento a carico del marito. Quest’ultimo resiste alla domanda, eccependo che la moglie ha, nel frattempo, instaurato una relazione stabile con un altro uomo, che le consente di mantenere un tenore di vita anche superiore a quello avuto nel corso del matrimonio e che tale relazione è conclamata anche attraverso il profilo facebook della moglie.

DIRITTO

La decisione con cui il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere respinge la domanda della moglie, e accoglie l’eccezione del marito, si basa essenzialmente proprio sulle prove rinvenute sul social network Facebook, arrivando, per il tramite di queste ultime, a ritenere provata la relazione stabile della moglie con l’altro uomo, facendo riferimento, in particolare, alle fotografie di viaggi insieme ed ad altre informazioni relative alla ‘situazione sentimentale’ richieste dal profilo del social network.

Le fotografie e le informazioni pubblicate sul profilo personale del social network “Facebook” sono utilizzabili come prove documentali nei giudizi di separazione.

Infatti a parere del Tribunale: “a differenza delle informazioni contenute nei messaggi scambiati utilizzando il servizio di messagistica e/o di chat fornito dal social, che vanno assimilate a forme di corrispondenza privata, e come tali devono ricevere la massima tutela sotto il profilo della loro divulgazione, quelle pubblicate sul proprio profilo personale, proprio in quanto già di per sé destinate ad essere conosciute da soggetti terzi, sebbene rientranti nell’ambito della cerchia delle c.d “amicizie” del social network, non possono ritenersi assistite da tale protezione, dovendo al contrario, essere considerate alla stregua di informazioni conoscibili da terzi”.

Pertanto è pacifico in giurisprudenza che la documentazione raccolta sulla “pagina facebook” sia acquisibile ed utilizzabile in ogni fase e grado del giudizio.

In altri termini, nel momento in cui si pubblicano informazioni e foto sulla pagina dedicata al proprio profilo personale, si accetta il rischio che le stesse possano essere portate a conoscenza anche di terze persone non rientranti nel c.d. “amicizie” accettate dall’utente, il che le rende, per il solo fatto della loro pubblicazione, conoscibili da terzi ed utilizzabili anche in sede giudiziaria.

Grazie alla documentazione acquisita il Giudice ha ritenuto documentalmente provata la relazione stabile e duratura con il signor N.B., tale da escludere i presupposti per la richiesta di aumento del mantenimento, in quanto dalla pagina facebook della ricorrente risultava, sotto la voce “situazione sentimentale” che la stessa fosse “impegnata con N.B.”.

Inoltre vi erano numerose foto tratte dal profilo facebook che la ritraggono con il nuovo compagno, foto pubblicate sul profilo in diversi periodi dell’anno ed in diverse località, anche turistiche.

La pronuncia in oggetto è particolarmente importante sul tema dell’utilizzabilità delle prove acquisite tramite facebook in un periodo in cui la maggior parte delle persone utilizza i social network ad ogni scopo.

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Categorie: DIRITTO DI FAMIGLIA

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